Buon compleanno Amore!!

30 maggio 2014

Sono le 4. Dormono ancora tutti in casa.

Luna col suo musetto da cucciolotta dorme appoggiata sulla mia spalla.

La sveglia di Gabry non è ancora suonata e così Rebecca non ha ancora avuto modo di svegliarsi e farsi sentire con i suoi mille calcetti.

Mi giro e mi rigiro un paio di volte nel letto, ma non riesco a riprendere sonno: un fastidioso mal di pancia non mi lascia in pace.

Con gli occhi ancora semi chiusi vado in bagno. Nulla cambia. Anzi, tutto stava cambiando ma non lo sapevo ancora.

Mentre tiro su i pantaloni, sento gocciolare: “oh cazzo, mi si sono rotte le acque!!”.

Nel frattempo sento suonare la sveglia di Gabry e stranamente l’ha sente subito. Non vedendomi a letto e neanche per terra (si, pensava fossi caduta dal letto 🤦‍♀️) corre al piano di sotto a cercarmi.

Tempo due minuti me lo ritrovo davanti:

“Tutto ok? Che succede”

“Mi si sono rotte le acque” (in un misto di risate e lacrime)

“Come ti si sono rotte le acque? Il termine é fra 2 settimane!!”

“Eh lo so… ma mi si sono rotte!”

“Ah ok: quindi che facciamo?”

“Boh, aspettiamo. Al corso pre parto mi hanno detto di non correre subito in ospedale e di monitorare le contrazioni!”

Bene: come sono le contrazioni? Come faccio a capire che sono quelle “giuste”? 😱Ci mettiamo sul divano, in silenzio. Guardiamo la pancia e ogni tanto sento qualche contrazione e in contemporanea faccio partire il timer. Sono tanto irregolari, tanto distanti l’una dall’altra. Quindi decidiamo di ritornare a letto.

Accoccolati a Luna ci mettiamo a letto ma il mal di pancia non passa e quindi decidiamo di fare colazione. Ma un misto di ansia e di eccitazione non mi fa buttar giù neanche mezzo biscotto.

Da vera “furbona” non avevo ancora avvisato nessuno e all’alba delle 9 mi decido a chiamare mia madre che, già arrivata in ufficio, in preda al panico prende il pullman e corre in ospedale. Allo stesso modo viene avvisato anche mio padre che, ovviamente, era già arrivato a Milano e mia sorella.

La valigia era già pronta da giorni, noi ci vestiamo e partiamo per l’ospedale.

Appena entrati iniziamo con i vari monitoraggi, controlli e domande di routine e vengo portata in stanza.

I miei genitori sono con me, mia sorella anche ed inizia un giro di chiamate incredibili per informare i parenti!

La giornata scorre lenta, tra un monitoraggio e l’altro, controlli di medici ed infermieri e contrazioni un po’ più frequenti, un po’ più dolorose ma non ancora del tutto regolari.

Arriviamo a sera, all’orario di visita. Mi ricordo la stanza piena di parenti: saremmo stati più di una decina!

Mi guardavano, parlavamo e ridevamo e qui ho iniziato a sentire le prime forti contrazioni.

Appena iniziavano stringevo forte la mano a Gabry o a mia sorella e tutti rimanevano in silenzio finché non passava. A quel punto si ripartiva a parlare.

Sono quasi le 21 e tutti se ne vanno. Rimane mia sorella a tenermi la mano mentre Gabry mangia un boccone. Ora le contrazioni si fanno davvero sentire, ma ancora non avevo “visto” nulla.

È calato il buio e rimaniamo io e Gabry da soli. Non ero mai stata in un ospedale. Il dolore inizia a farsi sentire sempre più forte e col passare delle ore peggiora.

Alle 23 mi consigliano di fare una doccia bollente ed é l’unica cosa che mi da davvero un po’ di sollievo.

Ma una volta finita si riparte da capo: dolori, paura…

A mezzanotte, stremati dalla stanchezza e dal dolore, andiamo in sala monitoraggio. Uscita dalla stanza sulla sedia a rotelle, alzo per caso la testa e mi trovo davanti mia sorella, due suoi amici e mia zia seduti ad aspettare.

Mi esce solo un: “voi siete pazzi!”.

Mia sorella abbozza un sorriso e mia zia urla “oh Madonna ma è Sissi!”.

In sala monitoraggio il dolore diventa lancinante e non so più in che posizione mettermi; in tutto questo nessuno viene a dirmi qualcosa, nessuno mi guarda rassicurandomi.

Finalmente intorno alle 2 arriva un’infermiera che mi dice: “se vuoi c’è disponibile la vasca!”.

E io che ho sempre ripetuto “assolutamente il parto in vasca mai!!”, mi ritrovo a dire “perfetto, andiamo!”.

Mi ricordo le luci soffuse, un silenzio incredibile, un calore avvolgente e quella vasca piena di acqua calda.

Non ci penso due volte: mi spoglio e mi ci butto dentro.

Dal nulla mi sono ritrovata a spingere con forze che pensavo di non avere, senza alcun dolore ma solo tanta voglia di vederla.

Mi ricordo la musica di Adele, le note sulle quali è nata la mia piccola.

Mi ricordo Gabry che mi bagna il collo con un fazzoletto bagnato e l’acqua fredda bevuta da un bicchiere di plastica.

Mi ricordo i ” brava, ci siamo!” dell’ostetrica.

E tremo ancora quando finalmente vedo indossare il camice verde e i guanti: in quel momento ho capito che davvero eravamo vicini.

Nella mia testa pregavo, cantavo, chiedevo aiuto ai miei nonni.

31 maggio 2014

Sono le 4:10.

La mia vita è cambiata, da un secondo all’altro.

Non so come, non so in che modo, non so da dove (si lo so da dove ma fa strano 😜) sei arrivata tu.

Sei bellissima, piangi, hai tantissimi capelli neri e ti accoccoli a me.

Ci siamo appena conosciute ma mi sembra di conoscerti da sempre.

Benvenuta amore mio.

Ti stavo aspettando!

Buon compleanno principessa del mio ❤️!!!

5 anni meravigliosi insieme a te!

Ti amo immensamente!

La tua mamma

https://m.youtube.com/watch?v=hLQl3WQQoQ0#

Annunci

Autore:

32 anni, mamma di Rebecca e Alberto, studentessa universitaria nei ritagli di tempo e moglie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...